Legge elettorale “truffa”: è finita

Non vi è luogo, tra i 110 visitati in questi mesi, in cui la prima richiesta “forte e chiara” venuta da iscritti e non iscritti al Pd non sia stata: “per dare un senso alla partecipazione del Pd a questo governo … cancellate la legge truffa (e l’impronunciabile, ridicola parola con cui l’avete chiamata)”.
Eppure l’inerzia di questo e del precedente Parlamento ha fatto in modo che nulla accadesse. Ogni volta c’era qualcuno, anche nel Pd, che pensava “beh, la legge elettorale sfida ogni ragionevolezza, ma fino a oggi ne hanno beneficiato gli altri … ora è il nostro turno di governare anche con una minoranza dei voti”. Tutto questo in nome della governabilità. E così le parole accorate del Presidente della Repubblica cadevano nel vuoto. E la legge truffa restava.
Questo atteggiamento ha costretto la Corte Costituzionale a riempire il vuoto creato dal Parlamento e a fare ciò che dettava il buon senso: abolire un premio di maggioranza illimitato e ridarci la libertà di scegliere i nostri rappresentanti.
Ma questo Parlamento può riscattarsi. La stessa Corte, nel decidere, ce lo ha ricordato e ha dato al Parlamento tempi e spazio per farlo. Riformi immediatamente la legge elettorale. E nel farlo ci dia un sistema semplice dove ognuno di noi, in ogni collegio, possa esprimere una e una sola preferenza. E in cui dopo il voto tutti noi (votanti o meno) si sappia chi rappresenta in Parlamento il nostro collegio. Per “starle/gli addosso”, per chiedere conto, per indurla/lo a trascorrere sul territorio almeno due notti a settimana, vivendo la vita di tutti noi. Questa è la vera “governabilità”.
Se poi, Parlamento, saprai adottare un sistema uninominale a doppio turno, ognuno di noi potrà esprimere non solo la sua prima preferenza (al primo turno) ma anche, se necessario, la seconda (se il nostro candidato preferito sarà uscito di scena). E i partiti avranno la possibilità di costruire alleanze sui contenuti, prima e non dopo il voto. E’ la proposta di Piero Ignazi sulla quale mi auguro, Parlamento, che saprai agire. Siamo al 95-esimo minuto, ma puoi farcela !

Ricominciando

Si chiude un blog, se ne apre un altro. Si chiude una fase, il Viaggio, se ne apre un’altra, Luoghi idea(li). Dopo mesi trascorsi a “imparare” un partito e verificare la tenuta di un metodo, è il momento di metterlo in pratica. E così, in un processo di mutuo apprendimento, proveremo ad applicare le idee sul partito nuovo in un numero limitato di luoghi e a tradurre le idee del territorio in prototipi per il partito. Ovviamente, ogni volta, attorno a una visione robusta che tocca la vita di quel territorio.

Il progetto per i prossimi dodici mesi, il progetto al quale intendo dedicare il tempo libero dalla mia attività di pubblico amministratore, nasce proprio dai risultati del Viaggio. Dalla conferma che il rinnovamento del modo di governare e di fare politica potrà venire prima di tutto dai luoghi e dal lavoro attorno a obiettivi concreti, che muovono teste e pance. È qui che, attorno a molti circoli e alcune federazioni provinciali, ho trovato le idee, l’impegno, la determinazione di cambiare subito, senza attendere Roma. Lavorando nel campo largo della sinistra.

Lavorare nei luoghi dove più promettente appare la sperimentazione o la volontà del cambiamento: per spronare, affiancare, mettere in Rete queste esperienze. È questo il micro-progetto. Lo “sviluppo rivolto ai luoghi” è il mestiere in cui mi sono specializzato in questi anni di lavoro istituzionale. Ed è anche il metodo con cui posso contribuire a quel Pd “di sinistra, aperto e palestra di idee e di persone” che ho in mente, assieme a molti altri. Incrociando senza equivoci l’impegno e la passione di chi è a sinistra ma non nel Pd.

Gli strumenti di lavoro li abbiamo messi a fuoco guardando alle esperienze che già esistono, in Italia e fuori: metodi nuovi per la decisione partecipata e per coniugare specialismi e visione generale (“idee”), formazione, uso della Rete, acquisizione di conoscenza dagli “altri”. Quegli strumenti vanno provati sul campo. Non ci sono “luoghi ideali”, ma ci sono luoghi che possono decollare sulle ali di nuove idee: ecco il senso di Luoghi idea(li).
Per realizzare questo micro-progetto, oltre alla convinzione di chi sul campo ci sta e all’impegno volontario, serve un supporto, come è stato per il Viaggio. Per finanziarlo ho scelto di lanciare, oggi, una raccolta fondi, un crowd-funding aperto e trasparente. E’ il metodo migliore per verificare – dal lato della domanda – se il progetto che propongo è ritenuto utile e per dargli indipendenza. Dettagli, obiettivi, modi di finanziamento li trovate direttamente nella pagina della piattaforma di crowd-funding. Vedremo fra 60 giorni se il progetto ha le gambe per camminare.

Intanto, il mio auspicio è che dal 9 dicembre nel partito si apra uno spazio di confronto e di discussione nazionale che dia visibilità e voce alla “pressione” dei luoghi. Il nuovo Segretario è chiamato a partire anche da lì. Anzi, soprattutto da lì. Dai buoni esempi di democrazia partecipata e dai futuristici casi di partito in Rete. Ispirandosi alla parte più vera della militanza di base, che resiste, nonostante tutto. Dimostrando che Roma sa essere meno lontana dalle “periferie”. Convincendosi – e convincendoci – che non è più il tempo di una dirigenza autoreferenziale e lontana dalla realtà.
Il possibile domani parte da ognuno di noi. Facciamocene una ragione.

Luoghi idea(li): scopri nel dettaglio il mio progetto

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