Luoghi idea(li), un’occasione per il PD

Il 30 gennaio ci siamo ritrovati a Parma: 18 Circoli del Partito Democratico o organizzazioni cittadine del partito da tutta Italia, 8 ore di lavoro, 3 tavoli. Un seminario per fare un punto a otto mesi dalla fine delle prime sperimentazioni e ascoltare nuove buone pratiche.

Una contaminazione di metodo che interessa sempre più i giovani, l’età media dei partecipanti ai progetti è scesa da 33 a 30 anni, un’occasione per il Partito Democratico nazionale, offrire a questa rete un centro definitivo e forte di riferimento.

3 commenti Luoghi idea(li), un’occasione per il PD

  1. Tino Baldassarri

    Mi auguro, per avervi partecipato a Milano, che il metodo sperimentato con il progetto nazionale divenga il nuovo modo di essere del nostro partito. sarà difficile, sarà duro. sarà osteggiato in varie forme. sarà la metamorfosi di una comunità, ora divisa e sfilacciata, che dimostrerà di poter cambiare le cose con il lavoro sul territorio, il metodo, la fatica quotidiana; fonti, queste, di una dirompente rottura della forma mentale oggi dominante: quella che si modula sul criterio delle statiche e preconcette appartenenze correntizie, della conseguente reciproca diffidenza, che tracima spesso nell’aperta ostilità. il lavoro fatto insieme con adeguata metodologia unisce, sviluppa competenze, evidenzia i talenti, libera energie creative, espande la mente, produce risultati tangibili e valutabili, determina la naturale emersione una classe dirigente – locale e di conseguenza nazionale (e non l’inverso) – scevra da elementi privi di reali competenze e/o dal profilo etico inadeguato.
    Tutto ciò non è impossibile: è la strada da fare. Dipende da noi.

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  2. Gustavo Pasquali

    Sta finendo l’Italia delle combriccole gli spostamenti di consenso sulle varie Leggi Suggeriscono una lenta attuazione della Democrazia Deliberativa per altro supportata dal rafforzamento dell’Esecutivo: niente di male. La Cronaca e i Talk ci dicono quanto sia spessa la Telecrazia Berlusconiana e quanto sia in ritardo il quadro politico rispetto a questa evenienza. Direi che il calo dei votanti sia ovvio ma sia altrettanto ovviamente in ritardo lo strumento PD.

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  3. Claudio

    Credo che il rinnovo, avvenuto con Renzi attraverso la rottamazione, non sia andato a buon fine, In un primo momento (il 41% ca) alle Europee ha portato tanti dirigenti, nominati da un Segretario non votato dagli iscritti ma solo da pagati e pagatori, a credere che ‘fosse giunta l’ora’. Ma i fatti di questo periodo, crollo dei votanti, allontanamento dei rottamati, crasi fra idea e realtà, allontanamento del PD dalle idee socialiste, non ha fatto altro che dissolvere quanto si era fin ad oggi con fatica costruito per ed intorno al Partito. Se si considera la forzata rimozione ed allontanamento del Sindaco Marino da Roma per voler del padrone Renzi e del servizievole Orfini, allora tutto coincide con la situazione attuale in quanto il PD non sarà più quello che era …. ma è solo un altro partito nel quale i simpatizzanti ed iscritti non avranno nulla a che fare. Le persone consapevoli non saranno più beffate da un Segretario eletto da persone spurie al partito, da un presidente del Governo che non è mai stato votato in quanto non fa altro che appropriarsi dei voti avuti dal vecchio Segretario.
    Chi ha bisogno di Verdini e di tanti saltimbanchi non merita di essere considerato di SX.
    Auguro al Dott. Barca che possa aver ragione, ma il PD attuale non è e non sarà più lo stesso partito ideale di anni fa.
    Nè i luoghi potranno essere più gli stessi.
    Claudio

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